lunedì 24 febbraio 2014

lo sport più bello del mondo 2


io non ci ho mai creduto, alle coincidenze. cioè, ci credo tantissimo, che accadano, ma non penso che accadano per caso, per coincidenza, appunto.
le persone che incontriamo, quelle e non altre. i libri che leggiamo, le cose che ci accadono tutti i giorni.
per esempio, io non lo so quanta gente ci sia in italia, oggi, che sa chi è gigi meroni.
io, non lo so come mai, ma so quasi tutto. che non sapevo niente, fino a un paio di anni fa.
so della sua gallina, so che si disegnava i vestiti, so che non gli piaceva tirare i rigori, so la sua storia d'amore, conosco la sua fidanzata. che era una giostrara, e i suoi le hanno fatto sposare un medico. che lei, siccome sapeva che se non consumi il matrimonio, si può annullare, non l'ha consumato. l'ho sentita, che raccontava tutta la storia. uno speciale di quelli che fanno alle due di notte.
so come è morto, attraversando una strada.
so che era un artista, del calcio, della vita.
l'ho visto tutto, lo speciale. poi ne ho visto un altro, sempre per caso, diciamo così, che io al caso non ci ho mai creduto. oggi hanno fatto uno speciale alla radio perché sarebbe stato il suo compleanno. e ogni volta, alla fine, piango.
quello della radio, oggi, ha detto che la tragedia non è morire, che moriamo tutti, prima o poi, la tragedia è dimenticare. 
mah.  a me sarebbe piaciuto vederlo, meroni. come sarebbe diventato. che aveva 24 anni, quand'è morto.
meroni era un'ala. io, a me il calcio piace tantissimo, cioè, il calcio, l'ho già scritto, che non c'è più. ogni tanto, in tv, appare qualche miraggio. uno come gervinho, per esempio. ogni tanto, la domenica sera, rivedo i gol della roma, e penso: sì! e mi commuovo, anche, mi viene da piangere, quando vedo quell'omino solo che scarta tre quattro avversari e la tira proprio là. ma dura sempre poco. comunque, dicevo, a me il calcio mi piace un sacco, ma non ci capisco praticamente niente. se sento che uno era un'ala, però, mi pare di capirlo, com'era. uno che vola. poi, se lo vedi, meroni, com'era, lo capisci ancora meglio, cosa dev'essere, un'ala.
 che adesso va tanto di moda il rugby, e a me piace tantissimo, per via delle regole d'onore, del fatto che finita la partita si va tutti nella sede ospitante a mangiare insieme, ma il rugby, mica è uno sport per tutti, il rugby. il calcio, invece, adesso hanno tutti delle gambe che fanno paura, ma una volta, il calcio che mi piaceva a me, uno come paolo rossi, una volta sono entrata nel palazzone di vicenza dove c'era lo studio dell'oculista, tentavo di mettermi le lenti a contatto, quelle rigide, dovevamo andare tutti là ogni pomeriggio per una settimana, ci mettevano le lenti, tutti  a piangere come vitelli, poi potevamo andare  a fare un giro, e tornavamo a farcele togliere, mia sorella, lei ce l'ha fatta, io no, io mi sono tenuta i miei occhiali, beh, un pomeriggio stavo entrando e mi è passato accanto, paolo rossi, con le sue spallucce spioventi, era poco più alto di me, col suo completo blu, sembrava un bancario qualsiasi, che  il fisico, una volta, era solo una, delle cose. poi c'erano il coraggio, l'altruismo, la fantasia...
l'altro giorno, per caso, in una classe abbiamo fatto un circle time di un'ora, per via che un bambino aveva preso un pugno da un altro. così siamo finiti a parlare delle regole, che loro giocano e poi non rispettano le regole del gioco, e allora, scusate, ma che giocate a fare? e stanno sempre a litigare, ma se non rispettate le regole, dico, che gioco è?  come nel calcio, gli ho detto, bisogna rispettare la regola del fuorigioco, altrimenti uno si mette lì vicino al portiere avversario, e aspetta che l'altro gli porti su la palla e gliela passi, e fa gol. 
il fuorigioco è una regola fondamentale del calcio. oggi pomeriggio provo, maestra, mi fa una mia alunna, che abbiamo la partita, tanto a noi mica ce l'hanno mai detta, sta regola, e poi l'arbitro non fischia mai i falli, sta sempre  a guardare gli altri...

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